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venerdì , 24 novembre 2017
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LinkedIn: le 100 aziende dove tutti vorrebbero lavorare, 2 italiane in classifica

Sono principalmente 2 i fattori che determinano la “desiderabilità” di un’azienda come posto di lavoro: l’employer branding e la reputazione di brand. Sono strettamente interconnessi: l’employer branding è l’insieme delle attività che l’azienda intraprende per promuovere se stessa come datore di lavoro, per esempio comunicando le proprie politiche in tema di risorse umane, gestione dei talenti, opportunità di carriera offerte e benefit strategici per i dipendenti, ma anche di qualità dell’ambiente di lavoro, organizzazione e rapporti con e fra il management. La reputazione che l’azienda si costruisce sul mercato del lavoro è strettamente collegata alla reputazione che ha sul mercato in generale: mission, qualità dei prodotti, universo valoriale di riferimento, politiche di responsabilità sociale, attenzione all’ambiente.

È dalla somma di questri due fattori che scaturisce la classifica elaborata da LinkedIn sulle 100 aziende più ambite come posti di lavoro dagli utenti del social in tutto il mondo: quanto più alti sono i valori reputazionali di un brand, tanto più desiderabile questo risulterà come datore di lavoro agli occhi dei professionisti.

Il ranking 2013, stilato analizzando 25 miliardi di interazioni fra i 238 milioni di utenti LinkedIn e le aziende, conferma che anche quest’anno l’azienda più ambita del mondo è Google, che non solo gode di ottima reputazione sul mercato dei consumatori, ma è anche nota per le proprie politiche innovative nei confronti dei dipendenti. Al secondo posto Apple, seguita da UnileverProcter & Gamble e Microsoft. Nell seconda parte della top ten figurano FacebookAmazonPepsiCoShell e la società di consulenza McKinsey & Company. Solo due le aziende italiane in classifica: Saipem, al 95° posto, ed Eni, che chiude il ranking collocandosi in 100° posizione.

Rispetto all’anno scorso, quando LinkedIn ha elaborato la classifica per la prima volta, si rileva che fra le “aziende dei sogni” sono aumentate quelle non Usa – il 40% (di cui il 35% europee), contro il 30% del 2012 – e che i brand tecnologici sono predominanti nella parte alta del ranking, anche se non a livello generale: nell’intera classifica, infatti, i settori più rappresentati sono i prodotti per la grande distribuzione, le aziende petrolifere ed energetiche e, solo al 3° posto, quelle tecnologiche. Le top 100 sono per quasi la metà (47%) aziende che hanno fino a 50mila dipendenti; il 30% ha fino a 10mila dipendenti e la quota minoritaria (23%) è composta da giganti che contano più di 50% dipendenti.

Infine, le classifiche per dimensione aziendale: le 5 aziende più grandi sono IBM (con 400mila dipendenti), Hewlett Packard, Accenture, Deloitte e General Electric; le 5 aziende più piccole, invece, Spotify (con solo 2mila dipendenti), Tesla Motors, Razorfish, Netflix e Virgin Atlantica Airways.

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