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venerdì , 28 luglio 2017
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La cura è social, ora Facebook punta alla salute

L’idea è di creare comunità virtuali di persone che soffrono della stessa malattia e che possano collegarsi a Facebook. Qualcuno sta anche studiando una serie di App sulla prevenzione, per migliorare la qualità di vita di molte persone.

FACEBOOK sa in ogni momento chi sono i tuoi amici e le cose che attirano la tua attenzione. Presto potrà conoscere anche le tue condizioni di salute. Nel cuore della Silicon Valley Apple, Google, ma soprattutto Facebook stanno lavorando per lanciare servizi e applicazioni dedicate a un settore promettente come la salute. Lo rivela una fonte dell’agenzia stampa Reuters, che chiede l’anonimato. L’idea è quella di creare comunità virtuali di persone che soffrono della stessa malattia e che possano collegarsi a Facebook. Gli esperti stanno studiando anche una serie di App dedicate alla prevenzione, per migliorare la qualità di vita di molte persone.

Nei mesi recenti il colosso dei social network ha organizzato decine di incontri con medici e esperti di sanità per ideare nuove applicazioni. Per ora, come rivela ancora la fonte, tutto è ancora sulla carta, ma il progetto va avanti. L’idea di creare servizi per pazienti interessa da tempo Facebook, ma recentemente sono aumentate le iniziative per concretizzare questo progetto.

Già in passato il tema è riuscito a conquistare migliaia di condivisioni. Nel 2012, quando Facebook fece partire un’iniziativa sulla donazione di organi. Il giorno in cui ha cambiato i profili degli utenti, permettendo loro di specificare la volontà di donare i propri organi, il social network si è trovato di fronte a un successo inaspettato. Negli Stati Uniti si registrarono subito 13.054 persone. E nei giorni successivi la media fu di circa 616 al giorno. Lavorando sul tema, i ricercatori del colosso tecnologico si sono  conto che le persone con patologie croniche, come, ad esempio, il diabete cercano spesso informazioni sulla malattia sui social. E il proliferare di network di pazienti come PatientsLikeMe dimostra sempre di più quanto sia importante per loro condividere esperienze on line. Fra l’altro proprio il fondatore di Facebbok, Mark Zuckerberg, potrebbe essere coinvolto per primo nell’impresa. Sua moglie Priscilla Chan, pediatra dell’Università della California San Francisco, ha appena donato milioni di dollari al Ravenswood Health Center, a Palo Alto.

Penso che Facebook  potrà avere buoni risultati se punterà sul benessere, ma credo che i malati gravi, come quelli colpiti da un tumore, non avranno molto tempo per queste cose”, spiega Frank Williams, responsabile di Evolent Health, un’azienda statunitense che fornisce software e servizi ai medici e alle strutture sanitarie. “Le persone hanno bisogno di anonimato e rassicurazioni che i loro dati, i loro commenti non verranno condivisi con altre persone, pubblicitari o case farmaceutiche”, aggiunge Williams.

Non è ancora chiaro se Facebook punterà sulla moderazione dei contenuti per sostenere le comunità di pazienti, o se si rivolgerà a esperti esterni per trovare i contenuti. Ma c’è un ultimo problema. Per ora la pubblicità che riguarda la salute non sembra allettante, rispetto a quella diffusa dai giornali o dalle tv. La normativa in materia è piuttosto rigida e le case farmaceutiche non possono pubblicare pagine per promuovere medicine su Facebook.

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