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sabato , 16 dicembre 2017
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Il nuovo algoritmo di Facebook e i malumori delle imprese. La guida e i consigli dei Guru

Piantatela di lamentarvi con Facebook e pensate a creare dei contenuti adatti per i vostri fan.

Liz Gross, di Socialmedia today, si rivolge in questo modo alle tante aziende che hanno sofferto e si sono lamentate del cambiamento dell’algortimo del più popolare fra i social network.

Da qualche tempo Facebook ha modificato l’algoritmo in modo da privilegiare i contenuti di qualità e anche quelli “provenienti da fonti autorevoli come gli editori anche allo scopo di incoraggiarli a usare il social network come piattaforma di breaking news”, come osserva il social media strategist Vincenzo Cosenza.

Della modifica dell’algoritmo se ne sono accorti in tanti visto che molte aziende hanno lamentato un crollo delle visite alle loro pagine semplicemente perché i loro post non apparivano più sui newsfeed degli utenti, o lo facevano in maniera molto minore rispetto a prima. L’intenzione di Facebook è di spingere sempre più aziende a fare pubblicità sul social network.

A questo proposito Techcrunch ha pubblicato un articolo che spiega più in dettaglio cosa è successo. Di fondo c’è l’esplosione del successo del social network che ha dovuto interpretare la parte del “cattivo” per limitare il numero di post da leggere per gli utenti. Per farlo però ha penalizzato anche chi in questi anni aveva lavorato duramente per collezionare fan sulle proprie pagine. Negli Usa infatti un’azienda con 70mila like ha deciso di abbandonare per protesta il social network visto il calo di visite subito.

Mai come in questo caso il nuovo algoritmo può essere definito come sofisticato. Techcrunch stima infatti centomila differenti indicatori che concorrono a determinare la rilevanza di un post.

Per andare incontro agli utenti Will Cathcart, News Feed Director of Product Management ha accettato di indicare i più importanti che sono la popolarità dei post precedenti del creatore che deve quindi avere alle spalle una storia di successo, la popolarità di quel singolo post tra chi lo ha visto, la popolarità dei precedenti post per il singolo utente che lo visualizza, il tipo di posto (link, update status, foto, video) incrociato con quelli più popolari del passato e quanto è recente il nuovo messaggio.

In pratica, Facebook assegna un punteggio a ogni post che viene visto da un utente e non importa se il messaggio arriva da un amico o da una pagina, l’obiettivo è di mostrare agli utenti ciò che vogliono.

Questo significa che più un post ha successo e più popolare è il suo creatore e più è possibile che guadagni visibilità. Il risultato è che ognuno deve guadagnarsi lo spazio sul news feed a colpi di contenuti rilevanti e interessanti.

Ma non solo visto che Facebook guarda anche i tipi di messaggi che decidiamo di condividere con i nostri amici. Se preferiamo le foto, i video o altro. In altre parole i proprietari di pagine che pubblicano continuamente un certo tipo di messaggi non raggiungeranno con i loro post quegli utenti che di solito interagiscono con altri tipi di messaggi.

La comunicazione deve quindi essere più complessa e le aziende sono liberissime di lamentarsi e cercare altri canali di comunicazione (Twitter o altri social potrebbero trarne giovamento), ma se accettano le nuove regole del gioco devono prendere in fretta le loro contromisure. E sfornare contenuti di livello.

Fonte: ict4executive.it

 

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