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mercoledì , 26 luglio 2017
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Facebook e le nuove frontiere del marketing

Nel Web 2.0, dove i servizi sono gratuiti, la pubblicità è tutto. Facebook lo sa bene e per questo sta sperimentando nuove soluzioni per rendere sempre più precise e mirate le inserzioni pubblicitarie

Presto analizzare i nostri “mi piace” e ciò che scriviamo potrebbe non essere più sufficiente: Facebook sta studiando nuovi strumenti che le consentano di essere ancora più rpecisa nel rilevare e circoscrivere i nostri interessi, così da poterci proporre pubblicità ancora più mirate, i cui spazi sarebbero più fruttuosi.

Non meravigliamoci. Se la pubblicità è l’anima del commercio l’adagio è ancora più vero se si parla del Web 2.0 e dei social network, che offrono servizi completamente gratuiti a centinaia di milioni di utenti nel mondo, con relativi costi ciclopici, che non solo devono essere compensati ma superati dai proventi.

pubblicita-su-facebook Facebook e le nuove frontiere del marketing

 

A differenza dell’industria tradizionale dunque, dove lo spot serve per pubblicizzare una merce, vero core business, qui da pubblicizzare non c’è nulla. Il modello quindi è semmai più vicino a quello delle TV commerciali, da sempre gratuite e quindi prive di canone, ma basate unicamente sulla vendita degli spazi pubblicitari.

Lì però il valore di ogni spazio è stabilito dall’audience del programma durante il quale sarà trasmesso, su Internet invece le cose sono più complicate. Per motivare gli inserzionisti dunque da sempre i siti cercano di “studiare” i profili d’uso dei singoli utenti, cosa gli piace, da dove vengono e dove vanno.

In questo modo è possibile visualizzare sul browser di ciascuno di loro pubblicità mirate e quindi più appetibili per gli sponsor. Abbiamo visto di recente che, proprio a tal fine, nuove tecnologie sono allo studio ma presto riuscire a tracciare i profili degli utenti, tenendo conto dei “mi piace” e dei contenuti pubblicati potrebbe non essere più ritenuto sufficiente.

Per questo motivo Facebook sta sperimentando nuove soluzioni e, tra queste, ce n’è una in particolare di cui ha parlato Ken Rudin, responsabile capo del settore analitico di Facebook, durante un’intervista con il Wall Street Journal, nella quale ha spiegato che il sito in blu sta sperimentando un nuovo metodo che calcola il periodo di tempo in cui un utente lascia il cursore su uno specifico banner prima di cliccare su di esso, o di selezionare altri contenuti, valutando anche la presenza di altri elementi sullo schermo.

Con questo nuovo tipo di dati il popolare social network vorrebbe riuscire a creare banner pubblicitari ancora più specifici e coinvolgenti per i singoli utenti. Una volta completata la fase di test dei nuovi metodi di tracciamento, entro pochi mesi, Facebook deciderà se incorporare il nuovo sistema all’interno del servizio o meno.

Sorgente: http://www.techarena.it

 

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