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mercoledì , 26 luglio 2017
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Che cos’è Social Media?

Social media è un termine generico che indica tecnologie e pratiche online che le persone adottano per condividere contenuti testuali, immagini, video e audio.

Social media

I professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein hanno definito i social media come un gruppo di applicazioni Internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del Web 2.0che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti.

I social media rappresentano fondamentalmente un cambiamento nel modo in cui la gente apprende, legge e condivide informazioni e contenuti. In essi si verifica una fusione trasociologia e tecnologia che trasforma il monologo (da uno a molti) in dialogo (da molti a molti) e ha luogo una democratizzazione dell’informazione che trasforma le persone da fruitori di contenuti ad editori. I social media sono diventati molto popolari perché permettono alle persone di utilizzare il web per stabilire relazioni di tipo personale o lavorativo. I social media vengono definiti anche user-generated content (UGC) o consumer-generated media (CGM).

 

Differenze rispetto ai media industriali

I social media sono diversi dai media industriali come giornali, televisione e cinema. Mentre i social media sono strumenti relativamente a basso costo che permettono a chiunque (anche soggetti privati) di pubblicare ed avere accesso alle informazioni, i media tradizionali richiedono cospicui investimenti finanziari per pubblicare informazioni. Tra le voci di spesa dei media industriali possiamo annoverare ad esempio la pressa tipografica o le autorizzazioni statali. I media industriali sono comunemente definiti “tradizionali”, “broadcasting”, o “mass media”. Una caratteristica che accomuna social media e media industriali è la capacità di ottenere un’audience sia vasta che ridotta; sia il post di unblog che una trasmissione televisiva possono raggiungere milioni di persone oppure nessuno. I parametri che aiutano a descrivere le differenze tra i due tipi di media variano a seconda del tipo di analisi. Alcuni di questi parametri sono:

  1. bacino d’utenza: sia i social media che i media industriali offrono a ciascuno l’opportunità di ottenere un’audience globale.
  2. accessibilità: i mezzi di produzione dei media industriali sono generalmente di proprietà privata o statale; gli strumenti dei social media sono disponibili da ciascuno a un costo contenuto o gratuitamente.
  3. fruibilità: la produzione di mezzi industriali richiede in genere formazione e competenze specialistiche; i social media invece no, o in qualche caso reinventano le competenze, cosicché ciascuno può gestire i mezzi di produzione.
  4. velocità: il tempo che intercorre tra le informazioni prodotte dai media industriali può essere lungo (giorni, settimane o anche mesi) in confronto al tempo impiegato dai social media (che hanno la possibilità tecnica di reagire istantaneamente, solo la mancanza di reattività dei partecipanti può comportare ritardi). Poiché ormai anche i media industriali si avvalgono degli strumenti dei social media, questo potrebbe non essere più un tratto distintivo.
  5. permanenza: una volta creati, i mezzi industriali non possono essere più modificati (una volta stampato e distribuito, l’articolo di una rivista non può più ricevere modifiche), mentre i social media possono essere cambiati quasi istantaneamente mediante commenti e modifiche.

Un’ulteriore distinzione riguarda la responsabilità. I media industriali sono tenuti a rendere conto alla società della qualità dei contenuti e dei risultati delle loro attività in termini di interesse pubblico, responsabilità sociale ed indipendenza editoriale. I social media non hanno altrettante responsabilità in merito alle loro attività editoriali. Da un lato i social media possono sembrare abbastanza liberi da conflitti di interessi, ma d’altro canto il loro valore economico può essere minacciato da fenomeni in ascesa come Public Relations 2.0, network pubblicitari e pubblicità conto terzi.

La comunità dei media è un ibrido interessante. Anche se community-owned, ossia posseduti dalla comunità, alcuni media si avvalgono di professionisti, ed altri di dilettanti. Essi utilizzano sia l’ambito dei social media che quello dei mezzi tradizionali. Nel 2006, Yochai Benkler ha analizzato molte di queste differenze e le loro implicazioni in termini di libertà economica e politica. Benkler, come molti accademici, usa il neologismo network economy o “network information economy” per descrivere le più rilevanti caratteristiche economiche, tecnologiche e sociali di quelli che chiamiamo “social media”.

 

Divulgazione delle informazioni e interazione umana

I social media dipendono principalmente dalle interazioni tra persone, come la discussione e il dialogo volti a costruire una sorta di sentimento condiviso attraverso l’utilizzo della tecnologia come canale. I servizi offerti dai social media stimolano l’uso dell’intelligenza sia induttiva che deduttiva da parte delle persone. Reclami e denunce si prestano a rapide generalizzazioni a causa delle modalità con le quali le affermazioni diffuse possono essere postate e visualizzate da tutti.

La velocità di comunicazione, l’ampia diffusione e l’incisività, e la possibilità di vedere come le parole costruiscano un caso, sollecitano l’uso della retorica. Il metodo dellapersuasione viene utilizzato frequentemente come mezzo per convalidare o autenticare le affermazioni e le parole delle persone: la retorica è quindi parte importante del linguaggio dei social media.

Per alcuni aspetti, i social media non hanno limiti: non c’è un numero fisso di pagine o di ore. I lettori possono partecipare ai social media lasciando commenti, messaggi istantanei o anche pubblicando articoli per conto proprio.

Nei social media si è registrata una generale resistenza agli interventi di marketing. Più rilevante si è quindi rivelato il concetto di social authority, relativo alla capacità – costruita attraverso interventi continui, utili, competenti e genuini – di influenzare le opinioni in specifiche aree di interesse.

 

Descrizione

I social media possono assumere differenti forme, inclusi Forum Internet, message board, Blog, wikis, podcast, immagini e video. Le tecnologie includono blogs, condivisione di immagini, videoblogs, wall-postings, email, instant messaging, music-sharing, crowdsourcing e voice over IP, per citarne solo una lista parziale. Esempi di applicazione del concetto di social media sono:

  • Digrii (social networking),
  • Google Groups (reference, social networking),
  • Wikipedia (reference),
  • MySpace (social networking),
  • Facebook (social networking),
  • Last.fm (personal music), YouTube (social networking e video sharing),
  • sevenload (condivisione video e foto, social networking e Web-TV), Second Life (realtà virtuale),
  • Flickr (photo sharing),
  • deviantArt (art sharing),
  • Twitter (social networking e microblogging)
  • Nuto (social networking per i medici italiani)
  • Social Play (Condivisione di notizie sociali, blogging, lettura sociale)
    • altri siti microblogs sono Jaiku
    • Pownce.

Molti di questi servizi possono essere integrati tramite piattaforme come Mybloglog, una società di Yahoo, e Plaxo.

 

Esempi

La definizione stessa di Social Media è a volte sfuggente, ed a volte considerata più vicina al gergo di marketing che a solide teorie economiche. Per questa ragione può essere difficile trovare esempi concreti, specie per quanto riguarda il mondo delle aziende e delle organizzazioni.

Citiamo qui allora alcuni esempi fortemente significativi proposti da Don Tapscott nel suo testo Wikinomics. Tapscott parla di Wikinomics come nuova economia della collaborazione e della co-creazione di massa dei contenuti. In questo senso la definizione di Wikinomics è ampiamente assimilabile a quella di un sistema economico caratterizzato dall’utilizzo dei Social Media da parte di aziende, organizzazioni e consumatori grazie all’impiego di strutture organizzative e tecnologie dedicate a sistemi di collaborazione di massa e di co-creazione dei contenuti. Tra gli esempi citati da Tapscott sembrano particolarmente significativi quelli di:

  • Linux, il sistema operativo nato e sviluppatosi grazie alla collaborazione volontaria di migliaia di sviluppatori nel mondo
  • La stessa Wikipedia, enciclopedia alimentata costantemente dal flusso di conoscenza e dal lavoro dei suoi collaboratori volontari
  • Goldcorp: azienda del settore minerario che nel 2000 ha lanciato la Goldcorp Challenge destinata alla ricerca (e allo sfruttamento) di nuove aree obiettivo da esplorare per la ricerca di filoni auriferi

Anche in Italia esempi di Social Media – nell’accezione di Impresa collaborativa – non mancano, sia di generazione nativa in Italia, sia create come filiali o divisioni di aziende già esistenti in altri contesti. Segnaliamo qui ad esempio:

  • Zooppa, piattaforma di social advertising
  • La quasi omonima Zopa piattaforma dedicata al Social lending
  • Userfarm, il network dei videomaker pro e amatoriali utilizzata per creare programmi televisivi e spot pubblicitari [crowdsourcing]]

Esempi di tecnologie utilizzate nelle applicazioni di social media:

Comunicazione

  • Microblogs: Twitter e Pownce
  • Social networking: Facebook, LinkedIn e MySpace
  • Social Blog
  • Events: Upcoming

Collaborazione

  • Wikis: Wikipedia Crowdsourcing Network – Quora
  • Social bookmarking: del.icio.us e StumbleUpon
  • Ranking di contenuti/news: Digg
  • Siti di opininioni: epinions
  • Slideshare
  • Co-Creation: [http:\\www.userfarm.com [Userfarm]], [http:\\www.zooppa.com [Zooppa]]

Multimedia

  • Photo sharing: Flickr e Zooomr
  • Video sharing: YouTube e sevenload
  • Livecasting: Justin.tv
  • Podcasting
  • Publishing: Wix.com

Comunità virtuali

  • spazi di promozione musicale: Myspace e Radiostar.it
  • Virtual worlds: Second Life
  • Online gaming: World of Warcraft
  • Game sharing: Miniclip.com
  • Pet lover: petpassion.TV

Per le aziende (Enterprise Social Network)

  • TamTamy
  • Qontext
  • Yammer
  • yoo+

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