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venerdì , 23 giugno 2017
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Che cos’è Ello, il social network senza pubblicità che fa paura a Facebook

Esiste da marzo 2014, da settembre cresce a ritmi vertiginosi – anche senza investimenti pubblicitari

La prima regola di Ello è che non potete entrare dentro Ello se non vi invita qualcuno – se sapete di cosa stiamo parlando, quindi, è probabile che siate già iscritti, e vi stiate godendo la tranquillità di un social network in cui le pubblicità sono bandite e i vostri dati personali appartengono solo a voi, non vengono monetizzati né scambiati con grandi aziende in cambio di investimenti. Se invece state sgranando gli occhi con sguardo confuso, tranquilli: Ello, di fatto, esiste solo dallo scorso 7 agosto nella forma attuale, e ancora non sappiamo se il sogno del suo fondatore Paul Budnitz, proprietario di un negozio di biciclette del Vermont, di creare «una community di gente che si vuole bene» diventerà realtà o verrà schiacciato da interessi commerciali e offerte che non si possono rifiutare.

Partiamo dalle basi: Ello è questo, un social network al quale si accede (per ora) solo tramite inviti e che nasce per volontà di Budnitz, nel marzo 2014, come rete sociale nella quale racchiudere un centinaio tra amici, conoscenti e colleghi, in costante contatto tra loro e senza dover andare in cerca di aggiornamenti e interazioni nascoste tra le migliaia di pubblicità e banner che affollano le bacheche di Facebook. «[Il social di Zuckerberg] è talmente pieno di pubblicità che facevo fatica a trovare i miei amici, e per qualche motivo aveva anche deciso che sono una donna di mezza età a cui piacciono le calze a rete» racconta Budnitz in una lunga intervista a re/code, nella quale spiega anche che «non vogliamo fare concorrenza a Facebook. Nella home page del nostro sito c’è un manifesto, sotto il quale ci sono due pulsanti: I agree e I disagree. Chi non è d’accordo con il nostro manifesto viene automaticamente rediretto a Facebook. E non è una mossa ironica: Ello non è per tutti, e chi non vuole usarlo può rivolgersi all’alternativa migliore. Facebook ha come scopo quello di far iscrivere l’intera popolazione mondiale. Noi non vogliamo fare questo. Vogliamo solo creare una community piacevole».

E che community, aggiungiamo noi: in seguito alle pressioni di amici e conoscenti “esclusi” dal primo storico nucleo di iscritti a Ello, Budnitz ha deciso di allargare gli inviti per provare a coinvolgere altra gente interessata al suo progetto. Risultato: una media di 40.000 richieste di adesione all’ora (non al giorno: all’ora) nelle ultime due settimane, i server del social che crashano, inviti che fioccano e una corsa folle a iscriversi. L’ultima follia collettiva del genere che ci venga in mente risale a quando cominciarono a circolare i primi inviti per provare Gmail, ormai dieci anni fa.

Il piano, a questo punto, è continuare a far crescere Ello, migliorarlo («È ancora buggato e poco user-friendly, ma ci stiamo lavorando») e provare a monetizzare grazie a microtransazioni legate a quelle che Budnitz chiama “App”: «Stiamo costruendo qualcosa di simile a un App Store. Le funzioni base di Ello sono gratis e tali resteranno, ma si potrà migliorare l’esperienza acquistando App dedicate, che costeranno uno, due dollari al massimo». Per quel che riguarda pubblicità e vendita di dati degli utenti, invece, Budnitz è irremovibile: «Nessuna pubblicità, mai, né nessuna vendita di dati degli utenti. Non faremo mai soldi in quel modo. Non è il motivo per cui esiste Ello. Queste sono le fondamenta del nostro progetto».

fonte: www.youtech.it/

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