LinkedIn – Social Media Italia http://socialmediaitalia.it Informati sempre sui servizi di social media. Wed, 28 Sep 2016 16:54:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.6.10 Per LinkedIn, chi trova un collega trova un tesoro http://socialmediaitalia.it/per-linkedin-chi-trova-un-collega-trova-un-tesoro/ Mon, 21 Jul 2014 07:57:54 +0000 http://socialmediaitalia.it/?p=6945 Una ricerca condotta su scala globale dalla piattaforma di social networking svela come fra le generazioni più giovani prevalga la tendenza a mescolare vita privata e professionale. I colleghi possono diventare amici, ma la metà degli utenti mette al primo posto le proprie aspirazioni di carriera.

Chi trova un collega trova un tesoro. Così si potrebbero riassumere i risultati di un sondaggio,Relatioships @ Work, realizzato su scala globale da LinkedIn con lo scopo di fotografare le relazioni di lavoro ai tempi dei social media. Alcuni dei risultati sono interessanti a prescindere dal rapporto fra carriere e tecnologie 2.0, mentre altri fanno riflettere su quanto la propensione a condividere informazioni personali, esperienze e – perché no – amicizie sia legata anche a fattori generazionali che distinguono i “nativi digitali” (o Millennial, considerati in questa ricerca come i giovani dai 18 ai 24 anni) dai più attempati baby boomer (55-65enni).L’indagine, realizzata da CensusWide nel mese di aprile, ha coinvolto oltre 11.500 professionisti full-time di età compresa fra i 18 e i 65 anni, residenti in 14 Paesi.

Lo sconfinamento tra sfera professionale e personale è, chiaramente, un dato preesistente ai social network, ma altrettanto chiaramente favorito dall’ascesa di Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram e via dicendo. Poco più o poco meno di un terzo degli intervistati, a seconda della specifica domanda, sembra propenso a mescolare queste due sfere: il 30% ammette che la maggior parte dei propri amici attuali sono o sono stati colleghi di lavoro; il 36% socializza con i colleghi anche al di fuori dell’orario lavorativo; il 31% si è spinto a invitare i proprio capo a connettersi con lui sui social.C’è poi un 20% che addirittura si sente meglio compreso dal proprio vicino di scrivania piuttosto che dagli amici, mentre in Italia un lavoratore su cinque afferma di avere un collega, uomo o donna, che si prende cura di lui come se fosse il proprio partner o come fosse un genitore.Per circa metà degli interpellati, tuttavia, quando questa apparente celebrazione delle buone relazioni in ufficio si scontra con gli interessi personali, a prevalere sono questi ultimi: il 48% degli uomini e il 54% delle donne hanno ammesso che sacrificherebbero l’amicizia con un collega per ottenere una promozione. È qui, però, che le differenze generazionali iniziano a farsi sentire: in Italia mentre fra i baby boomer la percentuale dei “carrieristi” si ferma al 48%, tra i giovanissimi raggiunge il 68%.In relazione all’avvento dei social media, c’è un altro aspetto che separa la “generazione Y” degli under-25 dai lavoratori senior: la propensione a mettere in piazza le proprie vite private. E il pensiero va al modo, quasi una radicale trasformazione, in cui Facebook e gli altri social ci hanno abituati a pubblicare contenuti anche strettamente personali, che un tempo sarebbero rimasti confinati dentro a discussioni faccia a faccia.

Secondo la ricerca, i più giovani si sentono maggiormente a loro agio nel parlare di questioni personali con i colleghi in ufficio: quasi la metà (49%) dei Millennial discuterebbe dello stipendio, cosa che solo il 31% dei baby boomer è disposta a fare; il 53% dei più giovani non rifiuterebbe di offrire ai colleghi consigli su questioni sentimentali, mentre meno di un quarto (23%) dei baby boomer lo farebbe. Su un fatto, in ogni caso, il 46% dei più o meno giovani è d’accordo: un’amicizia sul posto di lavoro rende generalmente più motivati, felici e produttivi.

di Valentina Bernocco
Fonte: http://www.ictbusiness.it

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Green Jobs: come trovare un lavoro sostenibile su Linkedin in 8 mosse http://socialmediaitalia.it/green-jobs-come-trovare-un-lavoro-sostenibile-su-linkedin-in-8-mosse/ http://socialmediaitalia.it/green-jobs-come-trovare-un-lavoro-sostenibile-su-linkedin-in-8-mosse/#respond Sat, 29 Mar 2014 13:51:51 +0000 http://socialmediaitalia.it/?p=6469 Negli ultimi anni il boom dei social network ha investito tutti i campi della nostra quotidianità: dal modo in cui interagiamo con amici e conoscenti, a quello in cui ci informiamo, fino ad arrivare ai canali di ricerca di un posto di lavoro. In questo ambito, Linkedin si è rapidamente affermato come strumento per mettere in contatto domanda e offerta di lavoro qualificato, specie per quanto riguarda i cosiddetti green job. Ma come fare per utilizzarlo al meglio?

Prima di procedere con qualche dritta, è il caso di fare una premessa: la maggior parte delle aziende operanti in Italia utilizza ancora poco i social network nelle operazioni di reclutamento del personale. Ricerca e selezione avvengono in modo molto tradizionale, a partire dal classico CV e dal colloquio conoscitivo: ciò fa sì che, almeno per il momento, le potenzialità della rete Linkedin non siano sfruttate a pieno, anche semolti responsabili delle risorse umane si affidano ai profili online dei candidati in seconda battuta, per cercare conferma delle informazioni presenti sul CV.

Tuttavia, anche se non siamo nel cuore della Silicon Valley e Linkedin non servirà a trovare un lavoro più rapidamente, resta il fatto che è uno strumento necessario per fare una buona impressione, soprattutto se si è interessati ad un lavoro sostenibile, dato che le aziende della green economy sono generalmente più innovative di quelle “tradizionali”, privilegiano i contatti via internet e, in molti casi, ove possibile, propongono anche soluzioni di telelavoro.

Torniamo quindi alla domanda da cui siamo partiti: come utilizzare al meglio Linkedin per “fare colpo” su un’azienda green? La consulente americana Shannon Houde, oltre a raccontare di come suo marito abbia reinventato il proprio lavoro tramite Linkedin, trovando nella sua rete di contatti lo stimolo e il supporto necessari a diventare imprenditore, offre anche alcune dritte interessanti.

1. Una foto professionale per il profilo

Caricate una foto professionale, composta ma sorridente: la foto deve essere appropriata, non deve dire quanto siete belli o simpatici ma quanto siete adatti a ricoprire un determinato ruolo.

2. Una headline significativa

Componete una headline che, in 120 caratteri, vi descriva al meglio e dia il maggior numero di informazioni possibili sulla vostra professionalità (la headline è la brevissima descrizione che accompagna il vostro profilo quando compare nelle ricerche ed è quindi fondamentale per fare una buona prima impressione).

3. Il CV in sintesi

Inserite nel profilo una sintesi intelligente del vostro CV, magari scritta in prima persona, che includa le parole-chiave del settore in cui cercate lavoro (come sostenibilità, corporate social responsability…) e che metta bene in luce i vostri punti di forza e le vostre aspirazioni.

4. Tutte le vostre esperienze lavorative

Fornite tutti i dettagli delle vostre esperienze lavorative passate e presenti: non solo nomi di società e referenti, ma anche mansioni svolte, responsabilità assunte, capacità sviluppate… Ricordate che quello che scrivete è importante per promuovere il vostro profilo e spiegare alle aziende perché hanno bisogno proprio di voi e non di un altro.

5. Riempite tutte le sezioni!

Linkedin propone diverse sezioni (Lingue, Pubblicazioni, Competenze…): abbiate cura di riempirle tutte, mettendo bene in evidenza i vostri punti di forza.

6. Fatevi segnalare!

Fate in modo di ricevere più conferme possibili per le vostre competenze, da ex datori di lavoro ed ex colleghi che possano esprimere giudizi positivi su di voi.

7. Gruppi e aziende da seguire

Scegliete i gruppi a cui aderire e gli elementi da seguire sulla base delle vostre aspirazioni lavorative, in modo da rimanere sempre aggiornati sulle attività che più vi interessano (inclusi gli annunci di lavoro postati dalle aziende in cui vi piacerebbe lavorare) e da entrare in contatto con altri professionisti del settore.

8. Il network

Cercate di ampliare il più possibile il vostro network, per entrare in contatto con persone che lavorano in aziende di vostro interesse, ottenere informazioni e ampliare il più possibile i vostri orizzonti professionali.

Lisa Vagnozzi
Fonte: greenbiz.it

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LinkedIN: ecco come usarlo al meglio http://socialmediaitalia.it/linkedin-ecco-come-usarlo-al-meglio/ Mon, 17 Mar 2014 08:18:11 +0000 http://socialmediaitalia.it/?p=6095 Facebook, Twitter e Google + servono per tante, troppe cose, ma quando pensiamo ad un social network per trovare lavoro ci viene subito in mente LinkedIN, prodotto che ha mantenuto nel corso degli anni la sua professionalità restando insensibile alle ‘avances’ dei social più gettonati del web.

Il problema è che tanti, troppi utenti si iscrivono a LinkedIN e poi si dimenticano la principale differenza tra questo strumento e gli altri: il profilo personale, su LinkedIN, è tutto. Deve essere il più completo e professionale possibile e ci sono alcuni dettagli capaci di fare la differenza.

Profilo

Ci permettiamo di darvi alcuni consigli: primo, caricate una foto che dia una certa immagine di voi e richiedete il vostro url personalizzato. Teniamo presente che il nostro profilo su LinkedIn è come se fosse un curriculum, al quale, via via, bisogna aggiungere i nuovi dati o le nuove esperienze maturate. Tenere aggiornato il profilo è essenziale, per dare la possibilità a chi legge di tenere presente l’acquisizione di nuove competenze.

Però, attenzione, non è che tutti devono sapere cosa state facendo su LinkedIN. Quando si aggiorna il proprio profilo, non è opportuno che i propri contatti vedano tutti i cambiamenti e gli aggiustamenti in corso d’opera. Per cui accedete al pannello di controllo della privacy e selezionate la modalità che blocca altre persone dal vedere i cambiamenti in corso: sarete liberi.

Ricerca lavoro

LinkedIN nasce e cresce per trovare lavoro? Si. E allora fate gli opportunisti, non restate nel vostro orticello. Per prima cosa quindi stabilite i contatti giusti, mettetevi in relazione con determinate aziende. E’ proprio la rete di connessioni che è in grado di fare la differenza. LinkedIn possiede uno strumento per la ricerca e c’è anche un’opzione di ricerca avanzata da non sottovalutare, attraverso la quale si possono cercare persone, aziende, posta in arrivo e gruppi.

Importantissimo, quindi, è unirsi a gruppi interessanti, selezionarli in base al numero di membri e a quanti membri attivi ci sono. Poi, la reputazione online: se usate LinkedIn per controllare i profili delle persone con cui lavorate o volete lavorare, non fatevi scoprire. Come? Cambiando in “anonimo” il settaggio alla voce “Seleziona cosa vedono gli altri quando guardi il loro profilo“.

LinkedIN nell’immaginario collettivo

Ora passiamo ai numeri. In Italia LinkedIN mostra ancora alcuni freni e non è ancora utilizzato appieno per una declinazione comunicativa. Dalla ricerca effettuata da AxiCom Italia e rivolta a giornalisti, operatori della comunicazione e blogger, emergono cose interessanti.

L’82% degli intervistati possiede un account LinkedIn, che utilizza regolarmente (60%). Tra questi, il 39% usa questo canale non solo per networking e avere visibilità dei propri contatti professionali (66%), ma come fonte di contenuti e spunti per la propria attività professionale, superando chi usa questo strumento per opportunità di lavoro (28%).

Inoltre, emerge che il network di relazioni su LinkedIn non è composto solo da contatti personali e altri professionisti della comunicazione, ma anche da account aziendali (39%) e opinion leader (22%). Solo una minoranza (14%) considera questo canale non ancora maturo in Italia, mentre il 38% ha fiducia che si tratti solo di una questione di tempo.

Se il 42% segue pagine aziendali LinkedIn in qualità di membro o moderatore, quasi la metà degli intervistati (47%) afferma di utilizzare ogni tanto le pagine LinkedIn come fonte. Emerge la convinzione che le aziende, specialmente se B2B, dovrebbero utilizzare LinkedIn per comunicare secondo il 69% dei partecipanti (e il 30% ritiene che questo sia valido anche per le aziende B2C).

La comunicazione si evolve e i social media diventano uno strumento di comunicazione aziendale integrato sempre più diffuso e attendibile. In particolare LinkedIn, non solo nella considerazione di professionisti ed utenti, ma anche da parte di giornalisti e addetti della comunicazione, afferma Chiara Possenti, country manager di AxiCom Italia.

I canali social di questo tipo possono essere utilizzati anche per facilitare lo scambio di informazioni all’interno di comunità chiuse. Articoli di esperti del settore, analisi di mercato, punti di vista tagliati su misura per il proprio audience, informazioni aziendali aggiornate e contenuti esclusivi possono valorizzare l’immagine aziendale e posizionarla al meglio per offrire valore anche a chi fa comunicazione“.

Si tratta di modalità di utilizzo destinate a evolversi man mano che un numero sempre più elevato di aziende e utenti comprenderanno le potenzialità delle piattaforme social specifiche e i reali vantaggi che la comunicazione integrata su questi canali può offrire.

 

Fonte: pionero.it

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LinkedIn, le parole da non usare per trovare lavoro: creativo, strategico… http://socialmediaitalia.it/linkedin-le-parole-da-non-usare-per-trovare-lavoro-creativo-strategico/ Sun, 15 Dec 2013 14:39:50 +0000 http://socialmediaitalia.it/?p=5978 ROMA – Responsabile, creativo, strategico. Sono le tre parole da non usare quando ci si propone su LinkedIn, il social network pensato come rete professionale in cui far circolare curriculum. A dirlo sono gli stessi gestori di Linkedin che, come ogni anno, hanno scandagliato tutti i profili degli utenti registrati sul social network e hanno individuato le parole più ricorrenti. 

E ricorrente, soprattutto sui social, è spesso sinonimo di banale, trito e ritrito. Così presentarsi come un “creativo” per paradosso diventa decisamente poco creativo: non una buona idea.

Anno che vai, aggettivo che trovi. Le tendenze, su Linkedin, cambiano di anno in anno. Così  se alcuni aggettivi sono evergreen  (responsabile, creativo, efficace  e analitico) altri sono diventati fuori moda. E’ il caso di sperimentale, motivato, multinazionale che erano presenti nelle tendenze 2012 e che sono stati rimpiazzati da  strategico, paziente, esperto, con abilità organizzative, intraprendente e innovativo.  

Ci  sono infine quelli che Linkedin chiama “valori anomali”,  ovvero aggettivi ricorrenti solo in un determinato Paese. Agli olandesi piace sostenibile, ai britannici entusiasta e in Australia va di moda appassionato.

Fonte: blitzquotidiano.it

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LinkedIn Intro inserisce info professionali fra i contatti della Mail di iOS. A rischio la privacy? http://socialmediaitalia.it/linkedin-intro-inserisce-info-professionali-fra-i-contatti-della-mail-di-ios-a-rischio-la-privacy/ Tue, 05 Nov 2013 14:03:30 +0000 http://socialmediaitalia.it/new/?p=5731 LinkedIn ha creato un nuovo servizio: LinkedIn Intro. Modifica la casella di posta elettronica della Mail di iOS in modo da inserire informazioni professionali fra i contatti. Ma qualcuno teme per la privacy e per la diffusione dei dati personali.

LinkedIn ha deciso di inserire un nuovo servizio. Sul social network dedicato al cerca/trova lavora arriva la nuova app LinkedIn Intro. In pratica questo servizio ha modificato la casella di posta elettronica della Mail di iOS in modo che vi fossero inserite anche informazioni professionali dei contatti. Solamente che alcuni utenti adesso temono per la loro privacy e hanno paura che questo diffondersi di dati personali renda il servizio meno sicuro.

LinkedIn Intro è la nuova applicazione per iOS che permetterà agli utenti di integrare in via del tutto automatica le informazioni delle persone con cui stiamo parlando via email. L’app dovrebbe funzionare così: dopo averle consentito di attivarsi, le email che tramite Mail di iPhone vi arrivano o che inviate, vengono spostate sui server di LinkedIn, vengono analizzate e rispedite al mittente con in aggiunta tutte le informazioni relative alle persone coinvolte. Chi riceve l’email, dovrebbe ottenere una nuova firma con tanto di informazioni professionali aggiunte tramite questo passaggio.

Se per esempio questa persona è già iscritta a LinkedIn, ecco che verrà mostrato il profilo professionale e le sue connessioni. Tutto questo è stato reso possibile grazie all’acquisizione da parte di LinkedIn del plug-in Rapportive. Ovviamente questa funzione è utile per dare uno sguardo veloce alle info professionali delle persone con cui intratteniamo rapporti via mail, però qualche utente ha messo in dubbio la sicurezza di questo sistema.

Secondo i detrattori di LinkedIn Intro, i dati degli utenti in questo modo sarebbero spediti a destra e a manca, senza considerare il fatto che, in effetti, LinkedIn con questa procedura spia eltteralmente le mail delle persone. Cioè, legge le email, controlla che facciano parte del social network e poi ci aggiunge le informazioni professionali del caso. Che ne dite? Voi vi sentireste sicuri utilizzando un’app simile?

Sorgente: http://comunitadigitali.blogosfere.it

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LinkedIn Intro “spia” tutte le e-mail degli utenti http://socialmediaitalia.it/linkedin-intro-spia-tutte-le-e-mail-degli-utenti/ Tue, 05 Nov 2013 13:58:06 +0000 http://socialmediaitalia.it/new/?p=5727 LinkedIn, il social network che si propone come strumento per intrecciare rapporti lavorativi e sviluppare contatti professionali, è di nuovo nella bufera. Numerosi ricercatori hanno infatti puntato il dito contro LinkedIn Intro, applicazione sviluppata per i possessori di dispositivi mobili e compatibile con Apple iOS.
LinkedIn Intro si integra con il client di posta Apple ed espone le informazioni sugli utenti attingendo direttamente ai dati pubblicati sui profili del social network. L’idea è quella di rendere i collegamenti fra professionisti, tra chi offre e chi cerca lavoro, ancora più efficaci. Mentre si conversa, via e-mail, con altre persone registrate su LinkedIn, si possono così verificare – direttamente dal client di posta Apple – le competenze, le precedenti esperienze lavorative, le informazioni personali.

Il problema è che LinkedIn Intro sarebbe un’applicazione intrinsecamente insicura. “È il sogno di tutti gli aggressori“, ha commentato Richard Bejtlich, ricercatore presso Mandiant. “Non credo che le persone che hanno iniziato ad usare Intro siano pienamente consapevoli delle implicazioni che porta con sé l’autorizzare LinkedIn a visionare e modificare ciascuna mail“.
LinkedIn Intro riconfigura il dispositivo mobile (iPhone ed iPad) in modo tale che tutte le e-mail transitino attraverso i server della società statunitense. “Sì, avete proprio letto bene“, scrive Bishop Fox sul suo blog. “Siamo dinanzi ad una specie di attacco man-in-the-middle“, continua. In effetti, una volta installato LinkedIn Intro su un device Apple iOS, tutti i dati trasmessi ai server SMTP ed IMAP precedentemente configurati vengono invece dirottati verso i server amministrati dal social network.
Graham Cluley rincara la dose aggiungendo che l’applicazione di LinkedIn è capace di “spiare” l’elenco degli appuntamenti, note confidenziali, numeri di telefono ed altre
informazioni sensibili che vengono trasmesse, tra l’altro, in chiaro – senza utilizzare alcuna forma di crittografia -.

Di recente LinkedIn era stata accusata di sottrrarre indirizzi di posta elettronica dalle rubriche degli utenti per inviare messaggi con finalità promozionali (LinkedIn accusata di rastrellare e-mail per finalità di marketing).

Sorgente: http://www.ilsoftware.it

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LinkedIn: le 100 aziende dove tutti vorrebbero lavorare, 2 italiane in classifica http://socialmediaitalia.it/linkedin-le-100-aziende-dove-tutti-vorrebbero-lavorare-2-italiane-in-classifica/ Tue, 05 Nov 2013 13:14:03 +0000 http://socialmediaitalia.it/new/?p=5676 Sono principalmente 2 i fattori che determinano la “desiderabilità” di un’azienda come posto di lavoro: l’employer branding e la reputazione di brand. Sono strettamente interconnessi: l’employer branding è l’insieme delle attività che l’azienda intraprende per promuovere se stessa come datore di lavoro, per esempio comunicando le proprie politiche in tema di risorse umane, gestione dei talenti, opportunità di carriera offerte e benefit strategici per i dipendenti, ma anche di qualità dell’ambiente di lavoro, organizzazione e rapporti con e fra il management. La reputazione che l’azienda si costruisce sul mercato del lavoro è strettamente collegata alla reputazione che ha sul mercato in generale: mission, qualità dei prodotti, universo valoriale di riferimento, politiche di responsabilità sociale, attenzione all’ambiente.

È dalla somma di questri due fattori che scaturisce la classifica elaborata da LinkedIn sulle 100 aziende più ambite come posti di lavoro dagli utenti del social in tutto il mondo: quanto più alti sono i valori reputazionali di un brand, tanto più desiderabile questo risulterà come datore di lavoro agli occhi dei professionisti.

Il ranking 2013, stilato analizzando 25 miliardi di interazioni fra i 238 milioni di utenti LinkedIn e le aziende, conferma che anche quest’anno l’azienda più ambita del mondo è Google, che non solo gode di ottima reputazione sul mercato dei consumatori, ma è anche nota per le proprie politiche innovative nei confronti dei dipendenti. Al secondo posto Apple, seguita da UnileverProcter & Gamble e Microsoft. Nell seconda parte della top ten figurano FacebookAmazonPepsiCoShell e la società di consulenza McKinsey & Company. Solo due le aziende italiane in classifica: Saipem, al 95° posto, ed Eni, che chiude il ranking collocandosi in 100° posizione.

Rispetto all’anno scorso, quando LinkedIn ha elaborato la classifica per la prima volta, si rileva che fra le “aziende dei sogni” sono aumentate quelle non Usa – il 40% (di cui il 35% europee), contro il 30% del 2012 – e che i brand tecnologici sono predominanti nella parte alta del ranking, anche se non a livello generale: nell’intera classifica, infatti, i settori più rappresentati sono i prodotti per la grande distribuzione, le aziende petrolifere ed energetiche e, solo al 3° posto, quelle tecnologiche. Le top 100 sono per quasi la metà (47%) aziende che hanno fino a 50mila dipendenti; il 30% ha fino a 10mila dipendenti e la quota minoritaria (23%) è composta da giganti che contano più di 50% dipendenti.

Infine, le classifiche per dimensione aziendale: le 5 aziende più grandi sono IBM (con 400mila dipendenti), Hewlett Packard, Accenture, Deloitte e General Electric; le 5 aziende più piccole, invece, Spotify (con solo 2mila dipendenti), Tesla Motors, Razorfish, Netflix e Virgin Atlantica Airways.

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What s Happened In Mlb On Put On http://socialmediaitalia.it/what-s-happened-in-mlb-on-put-on-2/ Fri, 24 Aug 2012 15:23:21 +0000 http://socialmediaitalia.it/what-s-happened-in-mlb-on-put-on-2/

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